Novità sui brevetti

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Come noto, lo scorso 24 settembre l’assemblea plenaria del Parlamento Europeo ha approvato, con notevoli emendamenti rispetto alla stesura iniziale, la direttiva sui brevetti software. Gli emendamenti introdotti accolgono le richieste dei molti gruppi di opinione che si sono opposti alla proposta e confermano la non brevettabilità degli algoritmi in quanto tali e dei metodi commerciali e garantiscono la libertà di realizzare programmi interoperanti.

La complessa procedura legislativa comunitaria prevede che il testo licenziato dall’Assemblea venga ora riesaminato dal Consiglio dell’Unione, precisamente dal Consiglio Competitività e Mercato Interno, che si riunirà, sotto la Presidenza italiana (ministri Buttiglione – Politiche Comunitarie; Marzano – Attività produttive; Moratti – Istruzione), il prossimo 10 novembre. Secondo quanto affermato da FFII (Foundation for a Free Information Infrastructure), il Consiglio potrebbe non prendere in considerazione il testo approvato dal Parlamento il 24 settembre, ma una vecchia proposta del Governo inglese del 2002, se possibile ancora peggiore della stesura iniziale della direttiva, vanificando in questo modo il lavoro portato avanti negli ultimi mesi dai gruppi di opposizione.

E` quindi fondamentale riprendere l’attività di lobbying ed informazione sull’argomento: queste sono alcune delle idee che propongo di portare avanti sia come privati che come associazioni o aziende:

  • Contattare la piccole e medie imprese che si occupano di informatica della propria città, invitandole a sottoscrivere l’appello che ha già raccolto migliaia di adesioni in tutta Italia, indirizzandolo però ai Ministri interessati oltre che al Parlamento Europeo: l’argomento più forte che abbiamo è che la brevettabilità del software costituirebbe a medio termine un enorme danno economico per l’Europa.
  • Contattare i Parlamentari eletti nella propria città, eventualmente con una lettera aperta da pubblicare sui giornali locali, informandoli del problema ed invitandoli a porre la questione in Aula e presso le competenti commissioni parlamentari, nonché a chiedere al Governo di riferire in Aula (sulle mailing list di FFII e AsSoLi si sta preparando un modello di lettera, ma è consigliabile elaborare un testo personalizzato anziché replicare modelli prestampati).

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