Di famiglia, civiltà e altro

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La cosa che più mi ha sconcertato durante la campagna referendaria è il fatto che anche il fronte del sì si sia spaccato sul quesito che voleva abrogare il divieto per me più incomprensibile, cioè quello della fecondazione eterologa. In effetti, il mio voto favorevole a quel quesito è stato il classico voto col naso tappato, perché la legge risultante da quella abrogazione sarebbe stata comunque assurdamente restrittiva, riconoscendo il diritto alla fecondazione eterologa alle sole donne sposate discriminando le single e le omosessuali.

Sono andato a rileggermi storia della coppia di ragazze di Bergamo che sono andate in una clinica di Bruxelles, e grazie all’inseminazione artificiale è nato Michele. Ecco, io vorrei chiedere a chi, con l’astensione o con il no, ha sostenuto il divieto di fecondazione eterologa di spiegarmi cosa trova di sbagliato o abietto in questa storia, che per me rappresenta solo una straordinaria manifestazione di amore e civiltà.

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