Fabrizio Tarizzo

Virus alieni ricevuti tramite SETI

Giovedì 15 Dicembre 2005 11:19:21 | Categorie: Geeky news, Net-cazzate, Segnalazioni

Devo cominciare a frequentare fisici, pare che sappiano trovare roba da fumare veramente buona.

Tale Richard Carrigan del laboratorio Fermi (Illinois) sembra essere convinto che facendo girare SETI@Home si corra il rischio di essere infettati da virus informatici realizzati da cracker extraterrestri.

Dopo essere stato cestinato da Nature (il senior editor Leslie Sage ha detto non sarebbe valido neanche come racconto di fantascienza), il suo articolo ha trovato maggior fortuna su Acta Astronautica, che lo pubblicherà nel numero di gennaio 2005.

L’abstract della pubblicazione su Acta Astronautica (occorre essere abbonati per leggere l’intero articolo):

Biological contamination from space samples is a remote but accepted possibility. Signals received by searches for extraterrestrial intelligence (SETI) could also contain harmful information in the spirit of a computer virus, the so-called “SETI Hacker” hypothesis. Over the last four decades extraterrestrial intelligence searches have given little consideration to this possibility. Some argue that information in an extraterrestrial signal could not attack a terrestrial computer because the computer logic and code is idiosyncratic and constitutes an impenetrable firewall. Suggestions are given on how to probe these arguments. Measures for decontaminating extraterrestrial intelligence signals (ETI) are discussed. Modifications to the current SETI detection protocol may be appropriate. Beyond that, the potential character of ETI message content requires much broader discussion.

Commenti e risate su Schneier on Security e slashdot.

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Data retention approvata

Mercoledì 14 Dicembre 2005 18:16:55 | Categorie: Attualità

Il Parlamento (Europeo, NdB) ha fatto proprio l’accordo negoziato con il Consiglio in materia di conservazione dei dati delle comunicazioni elettroniche. L’accordo verte, in particolare, sui tipi di dati che possono essere conservati e sul periodo di conservazione degli stessi.

Punti salienti:

  • No alla conservazione del contenuto delle comunicazioni;
  • Conservazione di tutti i dati necessari per rintracciare ed identificare la fonte di una comunicazione, per rintracciare e identificare la destinazione di una comunicazione, per determinare la data, l?R(TM)ora e la durata di una comunicazione, per determinare il tipo di comunicazione, per determinare le attrezzature di comunicazione degli utenti, per determinare l?R(TM)ubicazione delle apparecchiature di comunicazione mobile. Ciò si applica alle comunicazioni effettuate con telefoni fissi e mobili ma anche a quelle via Internet (accesso, posta elettronica e telefonate), compresi i tentativi di comunicazione non riusciti;
  • Durata della retention: minimo 6, massimo 24 mesi; con possibilità per le leggi nazionali di prorogare la conservazione in circostanze motivate (in parole povere: retention illimitata…);
  • Lasciata alle leggi nazionali la definizione dei reati per perseguire i quali sono utilizzabili i dati raccolti;
  • Nessun rimborso ai provider per le spese di raccolta e conservazione;
  • Nessuna garanzia, se non puramente formale, per la riservatezza dei cittadini.

Il commento della Foundation for a Free Information Infrastructure

Alcuni strumenti per difendersi:

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