PACS

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Ammesso che possa interessare a qualcuno, per quanto riguarda PACS, matrimonio e famiglia la penso esattamente come Alice Twain.

Una revisione del matrimonio che potrebbe rendere quasi inutile l’istituzione del contratto di convivenza inutile consisterebbe nell’apertura di questo istituto a coppie omosessuali, famiglie poligamiche (in tutte e tre le forme di poliginia, poliandria e matrimonio di gruppo) omosessuali ed eterosessuali, abbreviazione del processo di divorzio con l’abolizione del periodo di separazione legale obbligatoria (o sua riduzione a non più di tre mesi) e accesso al matrimonio (in deroga) per tutti coloro che abbiano contratto un matrimonio in no stato estero la cui legislazione non prevede il divorzio (anche se questo matrimonio non avrebbe valore legale che in Italia).

Tuttavia, una tipologia alternativa di unione potrebbe tutelare anche quelle famiglie i cui componenti non sono coniugi: sto pensado, per esempio, a coppie o gruppi di amici che, pur non vivendo in regime matrimoniale, condividono la casa e, in assenza di parenti, desiderano essere tuttelati, in caso di necessità, dall’amico del cuore. Questo senza contare che alcuni di noi hanno comunque un forte pregiudizio verso l’istituto matrimoniale in quanto tale per come è formato dal punto di vista culturale e sociale, e l’adozione di un patto di conviveza che dribbla queste sovrastrutture culturali (feste, regali, vestiti, gente che non ti chiama più col tuo nome ma con quello del partner e compagnia cantante) avrebbe comunque i suoi begli estimatori.

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Copyright © Fabrizio Tarizzo

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