Sono un operatore del settore informatico, dipendente della pubblica amministrazione. Il Consiglio dei Ministri Europei e la Commissione Europea stanno conducendo negoziati a porte chiuse con l'Ufficio Europeo Brevetti, con lo scopo di introdurre la brevettabilità illimitata dei programmi informatici e dei principi matematici astratti che ne stanno alla base. Ciò in contraddizione con una decisione del Parlamento Europeo dello scorso settembre, che riconosce come lo strumento legale più efficace per la tutela del software sia il diritto d'autore, e consente la brevettabilità di invenzioni, di apparecchi fisici che utilizzano del software (telefoni cellulari, lettori DVD, elettrodomestici intelligenti, ecc.), ma non del software stesso. Numerosi studi economici hanno dimostrato come l'introduzione dei brevetti sul software porterebbe rapidamente ad un importante ridimensionamento dell'industria informatica nei Paesi dell'Unione. Negli Stati Uniti ed in Giappone, dove è stato introdotto da vent'anni, il sistema brevettuale applicato al software ha rallentato l'innovazione anziché incoraggiarla, spostando i fondi destinati originariamente a ricerca e sviluppo verso i dipartimenti legali che si occupano a tempo pieno di costose cause brevettuali. Riconoscerne la validità in Europa rischierebbe di introdurre uno squilibrio competitivo tra gli USA e il nostro continente, che ha un numero molto grande di piccole imprese, non in grado di sostenere i costi di infinite cause legali con i colossi informatici d'oltreoceano, già detentori di migliaia di brevetti. Le organizzazioni di tecnici, utenti e piccole e medie imprese del settore informatico hanno indetto una manifestazione di protesta a Bruxelles per mercoledì 14 aprile, alla quale farà seguito una conferenza pubblica presso la sede del Parlamento Europeo che vedrà la partecipazione di esperti, scienziati, economisti ed imprenditori del settore. Cortazzone (Asti), 11 aprile 2004 Fabrizio Tarizzo