Mercoledì 24 settembre l’assemblea plenaria del Parlamento Europeo di Strasburgo ha approvato la direttiva sulla brevettabilità del software, accogliendo però gli emendamenti restrittivi proposti dai gruppi di professionisti, aziende, scienziati ed economisti che si occupano di informatica e sostenuti da alcuni gruppi parlamentari (Radicali, Verdi, Comunisti e parte dei Socialisti Europei).

Questi emendamenti confermano la non brevettabilità degli algoritmi in quanto tali e dei metodi commerciali e garantiscono la libertà di realizzare programmi interoperanti.

Anche se il lavoro da fare resta molto ed impegnativo (vi sono altre letture in sede comunitaria ed infine il recepimento da parte dei parlamenti nazionali), si può affermare che una prima battaglia è stata vinta.

Credo di interpretare il pensiero di tutti ringraziando chiunque abbia contribuito a questo risultato, da chi si è limitato a pubblicare una pagina informativa sul proprio sito Web (cosa comunque importante, dato il quasi completo silenzio sull’argomento da parte del mass media), sino a chi ha dedicato buona parte del proprio tempo libero per contattare, a proprie spese, e sensibilizzare il maggior numero possibile di parlamentari, anche recandosi personalmente presso le sedi istituzionali.

Come è stato scritto altrove, questa esperienza insegna che se tutti provassero a fare della vera politica per qualcosa che gli sta a cuore, le cose cambierebbero decisamente.

Si ringrazia anche Radio Radicale per l’attività di informazione che ha svolto.